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A Torino arriva Peano: il supercomputer italiano nella Top500 mondiale

Progettata da AI4I è tra i supercomputer più potenti del mondo

di Claudio Pasqua
Docente di AI applicata alla progettazione, comunicazione digitale e nuovi media. 

Accademia Telematica Europea 

Al corso di AI per Manager e Architetti e Designer mi viene spesso chiesto: “Ma dove vengono sviluppati i modelli di intelligenza artificiale che utilizziamo ogni giorno?”

La risposta porta direttamente nella nostra città: Torino, dove sta nascendo una delle infrastrutture tecnologiche più importanti per il futuro dell’intelligenza artificiale italiana: AI Foundry Peano, il nuovo ambiente di calcolo avanzato progettato dall’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale (AI4I).

Alle Ogr Torino è stata presentata per la prima volta al pubblico AI Foundry Peano, l’infrastruttura di calcolo avanzato dell’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale (AI4I) progettata per sostenere ricerca, sviluppo e applicazioni industriali dell’intelligenza artificiale.

La piattaforma integra supercalcolo, servizi cloud, ambienti avanzati di sviluppo e competenze ingegneristiche con l’obiettivo di accelerare il passaggio dall’innovazione alla produzione, offrendo a ricercatori, startup e imprese strumenti per sviluppare e portare sul mercato nuove soluzioni basate sull’IA.

Quando parliamo di intelligenza artificiale, spesso immaginiamo soltanto l’interfaccia che utilizziamo: un chatbot, un software di generazione immagini, uno strumento capace di creare render, testi o analisi in pochi secondi. Ma dietro ogni risposta prodotta da un sistema di AI generativa esiste una macchina molto più complessa: una rete di algoritmi, enormi quantità di dati e soprattutto una potenza di calcolo che richiede infrastrutture paragonabili a vere e proprie centrali digitali.

Ed è proprio questa la funzione di Peano: essere una fabbrica dell’intelligenza artificiale, un luogo dove ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e applicazioni industriali possono incontrarsi.

Dall’idea al modello: perché serve una infrastruttura come Peano

Durante le lezioni di AI applicata alla progettazione, uno degli aspetti che cerco sempre di chiarire ad architetti e designer è che l’intelligenza artificiale non “pensa” come un essere umano e non crea dal nulla.

Dietro un modello generativo c’è un processo estremamente complesso chiamato machine learning, nel quale una rete neurale artificiale viene addestrata attraverso milioni o miliardi di esempi.

Un modello di intelligenza artificiale per generare immagini, ad esempio, deve imparare a riconoscere:

  • forme geometriche;
  • materiali;
  • texture;
  • relazioni spaziali;
  • stili architettonici;
  • composizioni visive;
  • proporzioni e linguaggi estetici.

Per fare questo deve analizzare enormi quantità di informazioni attraverso processi matematici chiamati reti neurali profonde (Deep Neural Networks).

Il problema è che più il modello diventa sofisticato, più cresce la necessità di calcolo.

Un moderno sistema di AI può contenere miliardi di parametri: valori numerici che vengono modificati durante l’addestramento per permettere alla macchina di individuare schemi e produrre risultati coerenti.

Peano: il supercomputer torinese per l’intelligenza artificiale

Presentata alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, AI Foundry Peano rappresenta un salto di qualità perché non è soltanto un supercomputer, ma un ecosistema completo.

La piattaforma integra:

  • High Performance Computing (HPC) per eseguire calcoli complessi ad altissima velocità;
  • infrastrutture cloud per rendere disponibili le risorse anche a gruppi esterni;
  • ambienti software per sviluppatori e ricercatori;
  • strumenti per portare i risultati della ricerca dentro applicazioni industriali.

In pratica, Peano permette di ridurre la distanza tra laboratorio e mercato.

Un algoritmo sviluppato in un’università può essere testato su una infrastruttura avanzata; una startup può sviluppare un prodotto basato sull’AI senza dover costruire un proprio data center; un’azienda può sperimentare nuovi sistemi intelligenti.

La tecnologia dietro l’intelligenza artificiale

Dal punto di vista tecnico, il cuore di infrastrutture come Peano è rappresentato dagli acceleratori di calcolo, in particolare le GPU (Graphics Processing Unit).

Nate originariamente per elaborare immagini e grafica tridimensionale, le GPU si sono rivelate perfette per l’intelligenza artificiale perché sono capaci di svolgere contemporaneamente migliaia di operazioni matematiche.

L’addestramento di un modello AI richiede infatti un enorme numero di calcoli paralleli.

Per esempio, quando una rete neurale analizza una fotografia di un ambiente interno per riconoscere un materiale o generare un nuovo concept di design, sta eseguendo milioni di confronti matematici tra dati, probabilità e caratteristiche visive.

La velocità con cui questi processi possono essere eseguiti determina la possibilità di creare modelli sempre più avanzati.

Perché interessa anche architetti e designer

A prima vista un’infrastruttura come Peano potrebbe sembrare lontana dal mondo della progettazione. In realtà sarà uno degli strumenti che influenzeranno profondamente il futuro dell’architettura.

Nei prossimi anni vedremo una crescente integrazione tra AI e progettazione attraverso:

Design generativo
Sistemi capaci di proporre molteplici soluzioni progettuali partendo da vincoli forniti dal progettista.

Rendering intelligente
Creazione rapida di immagini fotorealistiche, variazioni di materiali, atmosfere luminose e ambientazioni.

Ottimizzazione energetica
Algoritmi capaci di simulare consumi, illuminazione naturale e comportamento degli edifici.

Digital Twin
Gemelli digitali degli edifici che permettono di monitorare e prevedere il comportamento delle strutture.

Personalizzazione degli spazi
Ambienti progettati considerando esigenze, abitudini e preferenze degli utenti.

L’architetto del futuro non sarà sostituito dall’intelligenza artificiale: sarà colui che saprà dialogare con questi strumenti e utilizzarli come estensione delle proprie capacità creative.

Torino nella nuova geografia mondiale dell’AI

L’ingresso di Peano nella classifica internazionale TOP500 dei supercomputer più potenti al mondo colloca Torino in una dimensione nuova.

La città, storicamente legata all’automobile, alla meccanica avanzata e all’ingegneria, oggi aggiunge un nuovo elemento alla propria identità: quello di polo dell’intelligenza artificiale.

Come ha sottolineato il presidente di AI4I Fabio Pammolli, l’obiettivo è consolidare il ruolo dell’Istituto come infrastruttura nazionale per l’AI, creando ricadute sulla ricerca e sull’industria.

Perché la vera sfida dell’intelligenza artificiale non sarà soltanto creare algoritmi sempre più sofisticati. Sarà avere i luoghi, le competenze e le infrastrutture capaci di trasformare quegli algoritmi in innovazione concreta.

E oggi uno di questi luoghi è proprio Torino.

  • Posted by Redazione Biportal
  • On 17 Luglio 2026

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